Glossario assicurativo

I termini che ricorrono nelle polizze, spiegati in una riga. Sono le parole che decidono quanto ricevi quando succede qualcosa, e capirle prima della firma vale più di qualsiasi confronto di prezzo.

Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2026

Attestato di rischio

Documento che riassume la storia assicurativa di un veicolo negli ultimi anni: classe di merito, sinistri pagati e anni di copertura. Dal 2015 è dematerializzato: la compagnia lo carica in una banca dati consultabile e non serve consegnarne una copia cartacea per cambiare compagnia.

Beneficiario

La persona che riceve la prestazione della polizza. Nelle assicurazioni sulla vita è designato dal contraente e può essere modificato nel tempo. Il capitale che gli viene liquidato non rientra nell’asse ereditario: il beneficiario acquisisce un diritto proprio verso la compagnia.

Carenza

Il periodo iniziale del contratto durante il quale la garanzia non opera ancora. Serve a evitare che ci si assicuri quando si sa già di avere bisogno di una prestazione. È tipica delle polizze sanitarie, con durata diversa a seconda del tipo di prestazione.

Esempio. Una polizza sanitaria può prevedere una carenza breve per gli infortuni e più lunga per le malattie, il parto e le cure odontoiatriche.

Classe di merito

La posizione assegnata a un veicolo nel sistema bonus-malus della RC auto, in base ai sinistri causati. Migliora dopo un anno senza sinistri con colpa e peggiora dopo un sinistro. Determina in modo diretto il premio.

Claims made

Regime temporale in cui la polizza copre le richieste di risarcimento presentate mentre il contratto è attivo, indipendentemente da quando è avvenuto il fatto, purché rientri nella retroattività. È il regime prevalente nella responsabilità civile professionale.

Contraente

Chi stipula il contratto e paga il premio. Può non coincidere con l’assicurato, cioè la persona il cui interesse è protetto, né con il beneficiario, cioè chi riceve la prestazione.

Franchigia

La parte di danno che resta a carico dell’assicurato. Se il danno la supera, la compagnia paga la differenza. Serve a evitare che si apra una pratica per importi minimi, e in cambio riduce il premio.

Esempio. Con una franchigia di 300 euro e un danno di 1.000 euro, la compagnia ne paga 700.

Indennizzo

La somma che la compagnia paga all’assicurato per un danno ai propri beni o alla propria persona. Si distingue dal risarcimento, che è invece quanto viene pagato a un terzo danneggiato.

Massimale

Il tetto massimo che la compagnia paga per un sinistro o per anno. Oltre quella cifra la differenza resta a carico dell’assicurato. Nelle garanzie di responsabilità civile è la voce più importante del contratto, perché è l’unica esposta a importi elevati.

Periodo di ultrattività (postuma)

Il periodo successivo alla cessazione della polizza durante il quale restano coperte le richieste di risarcimento relative a fatti avvenuti prima. È essenziale per un professionista che chiude l’attività, perché le contestazioni possono arrivare anni dopo la prestazione.

Polizza

Il documento che prova il contratto di assicurazione. Comprende le condizioni generali, quelle particolari e la scheda con i dati specifici. In caso di contrasto fra le parti, prevalgono di norma le condizioni particolari.

Premio

Il corrispettivo che il contraente paga alla compagnia. Può essere unico, annuo o frazionato. Il mancato pagamento sospende la garanzia dopo il periodo di tolleranza previsto dal contratto.

Regola proporzionale

Meccanismo che riduce il risarcimento quando il valore dichiarato in polizza è inferiore a quello reale del bene. Il risarcimento viene ridotto nella stessa proporzione, anche per un danno parziale. È la ragione per cui sottostimare la somma assicurata è un errore costoso.

Esempio. Se un bene vale 100 ma è assicurato per 50, un danno di 20 viene indennizzato per 10.

Retroattività

Nel regime claims made, il periodo antecedente alla stipula entro cui i fatti restano coperti se la richiesta arriva durante la validità della polizza. Per chi esercita da molti anni, una retroattività breve lascia scoperta gran parte dell’attività passata.

Rivalsa

Il diritto della compagnia di chiedere al contraente la restituzione di quanto pagato a un terzo, quando il sinistro si è verificato in violazione di una clausola contrattuale. Il danneggiato viene comunque risarcito: è il contraente a doverne rispondere.

Esempio. Scatta tipicamente nella RC auto quando il veicolo è guidato da una persona non prevista dalla clausola di guida.

Scoperto

Come la franchigia, è la parte di danno che resta all’assicurato, ma è espressa in percentuale sull’importo del danno anziché in cifra fissa. Spesso è accompagnato da un minimo e da un massimo.

Sinistro

L’evento previsto dal contratto al cui verificarsi la compagnia è tenuta a pagare. Va denunciato entro i termini indicati in polizza: il ritardo può comportare la riduzione o la perdita del diritto all’indennizzo.

Surroga

Il subentro della compagnia nei diritti dell’assicurato verso il responsabile del danno, dopo aver pagato l’indennizzo. Da quel momento è la compagnia a rivalersi su chi ha causato il danno.

Manca un termine?

Se in una polizza trovi una parola che non è qui e non ti è chiara, chiamaci e te la spieghiamo. Vale anche, e soprattutto, se la polizza non è nostra: capire che cosa hai firmato è il presupposto di qualsiasi confronto.

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