Il modulo blu, compilato bene

La constatazione amichevole — il modulo blu, quello che tutti chiamano CID — è il documento che decide quanto in fretta verrai risarcito. Compilato bene e firmato da entrambi, la pratica cammina da sola. Compilato male, si trascina per mesi sulla ricostruzione di chi ha fatto cosa.

Ultimo aggiornamento: 9 agosto 2026

Non ce l’hai in macchina? Il modulo in bianco è allegato ai documenti della polizza, di solito nel libretto insieme al certificato. Se non lo trovi, scrivici: te lo mandiamo subito.

Chiedi il modulo su WhatsAppChiama 050 776547

Prima di scrivere: cinque minuti di fotografie

Prima di spostare le auto, fotografa la scena: la posizione dei due veicoli, le targhe, i danni da vicino e da lontano, la segnaletica e il fondo stradale. Sono immagini che costano cinque minuti e che nessuno può più ricostruire dopo. Se ci sono testimoni, chiedi nome e numero prima che se ne vadano — è la cosa che si dimentica sempre e quella che serve di più quando le due versioni non coincidono.

Se ci sono feriti, o se l’altro conducente non è d’accordo su come sono andate le cose, chiama le forze dell’ordine e non insistere per far firmare il modulo.

Campo per campo

Il modulo è uguale per tutte le compagnie e i numeri qui sotto sono quelli stampati sul foglio: puoi tenerlo davanti e seguirli. Questi sono i punti in cui si sbaglia.

  1. Data, ora e luogo

    Precisi. «Via Tosco-Romagnola all’altezza del civico 120» vale più di «Navacchio».

  2. Feriti, anche lievi

    Va barrato anche per un colpo di frusta che sembra niente. Aggiungerlo dopo è molto più difficile che dichiararlo subito.

  3. Testimoni

    Nome e numero di telefono. È il campo che quasi nessuno compila ed è quello che sblocca le pratiche in cui le due versioni non coincidono.

  4. Assicurato, veicolo e compagnia

    Copiali dal certificato di assicurazione e dal libretto dell’altro, non da quello che ti dice a voce: targa, compagnia, numero di polizza e validità.

  5. Il conducente

    Dalla patente, non a memoria: nome, data di nascita, numero e scadenza. Al volante può esserci qualcuno diverso dall’intestatario, ed è un dato che la compagnia verifica.

  6. Il punto d’urto iniziale

    La freccia sulla sagoma del veicolo disegnata sul modulo. Indica dove il contatto è cominciato, che è cosa diversa dai danni: è il campo da cui si ricostruisce la dinamica.

  7. Danni visibili

    Elenca solo quello che si vede. Non serve stimare l’importo: quello lo fa il perito.

  8. Le circostanze

    Le diciassette caselle al centro. Barra solo quelle che descrivono davvero l’accaduto e scrivi nel riquadro in fondo quante ne hai barrate: quel numero serve a impedire che ne vengano aggiunte dopo.

  9. Lo schizzo

    Un disegno grossolano con la direzione di marcia, la posizione all’urto e il nome delle strade. Conta più di mezza pagina di descrizione.

  10. Le due firme

    Rileggi tutto prima. Dopo la firma e la separazione delle copie il modulo non si corregge: se qualcosa non torna, non firmarlo e presenta la tua versione da solo.

Il modulo non finisce davanti. Sul retro c’è il foglio «altre informazioni», dove vanno i testimoni, il proprietario del veicolo se diverso dall’assicurato e i dati di eventuali feriti: le istruzioni stampate sul modulo chiedono di compilarlo, ed è la parte che la compagnia richiama più spesso quando la pratica si ferma.

Perché conviene firmarlo in due

Non è un consiglio di buona educazione, è un termine di legge. Per i danni alle sole cose la compagnia ha sessanta giorni per fare un’offerta o spiegare perché non la fa. Se il modulo è firmato da entrambi i conducenti quel termine scende a trenta.

C’è un secondo effetto, e pesa altrettanto: con le due firme si presume che l’incidente sia andato come scritto sul modulo, salvo prova contraria della compagnia. Senza, restano due versioni da confrontare.

Questo non vuol dire firmare qualunque cosa. Se il modulo descrive una dinamica che non riconosci, o se l’altro lo compila in modo vago per tenersi aperta una strada, non firmarlo: presenta la tua versione da solo. Una pratica più lenta è meglio di una dichiarazione firmata contro di te.

Dopo: a chi va e in quanto tempo

Il modulo va alla tua compagnia, non a quella dell’altro: quando l’incidente coinvolge due veicoli entrambi assicurati e immatricolati in Italia si applica il risarcimento diretto, e l’interlocutore è il tuo assicuratore. Sul termine vale quello scritto nel tuo contratto; il codice civile ne fissa uno di tre giorni, ma la polizza può prevederne un altro.

Se sei nostro cliente puoi mandare il modulo a noi: apriamo la denuncia, verifichiamo che sia completo prima che parta e seguiamo la pratica fino alla liquidazione. Come funziona una denuncia, passo per passo.

Domande sul modulo blu

Modulo blu, CAI e CID sono la stessa cosa?
Il documento è uno solo: la Constatazione Amichevole di Incidente, che tutti chiamano modulo blu dal colore della carta. «CID» era il nome della vecchia convenzione fra le compagnie e per abitudine è rimasto attaccato al modulo, ma il foglio da compilare è sempre quello.
L’altro conducente non vuole firmare. Che faccio?
Compili comunque la tua parte e la presenti alla tua compagnia: la denuncia si fa lo stesso. Le istruzioni stampate sul modulo dicono cosa basta per l’altro veicolo: il campo 7, cioè marca, tipo e targa, e al campo 8 il nome della sua compagnia. Il resto, se riesci a ricavarlo. Senza la firma di entrambi la pratica è più lenta perché le due versioni vanno confrontate, ma non si perde il diritto al risarcimento.
Firmare il modulo significa ammettere la colpa?
No. La firma attesta che siete d’accordo su come si sono svolti i fatti descritti nel modulo, non su chi ha torto: la responsabilità la stabilisce la compagnia leggendo le circostanze barrate e lo schizzo. Il punto è un altro: non firmare mai un modulo incompleto o in bianco, perché quello che verrà aggiunto dopo risulterà firmato da te.
A chi devo mandarlo?
Alla tua compagnia. Quando l’incidente coinvolge due veicoli entrambi assicurati e immatricolati in Italia si applica il risarcimento diretto: ti rivolgi al tuo assicuratore, non a quello dell’altro. Se sei nostro cliente puoi mandarlo a noi e lo inoltriamo noi.
Entro quanto va presentato?
Il codice civile fissa tre giorni da quando il fatto è avvenuto o se ne è avuta conoscenza, ma il termine che conta è quello scritto nel tuo contratto, che può essere diverso. In pratica: presentalo subito e completa dopo la documentazione, non il contrario.

Scrivici

Raccontaci cosa ti serve.

Il canale più rapido resta il telefono: rispondiamo direttamente noi. Se preferisci scrivere, ci sono WhatsApp e l’email, e rispondiamo di norma entro un giorno lavorativo.

Il preventivo è gratuito e non impegna a nulla.